Diario di un'emozione: due Alpine a Le Mans

Le Mans ClassicVorrei rendervi partecipi dell'entusiasmo e dell'emozione che ho provato nel prendere parte all'edizione 2012 di Le Mans Classic. Sarà veramente difficile descrivere appieno l'atmosfera che, assieme a Luciano Ranalli proprietario della seconda Alpine, ho vissuto in quei tre giorni indimenticabili.
La manifestazione è biennale e comprende una serie di vere e proprie corse rievocative della 24 Ore, suddivise per epoca, alle quali possono iscriversi solo i modelli delle vetture che hanno realmente partecipato alla mitica corsa francese. A corollario, gli organizzatori riservano immenso spazio ai club storici rappresentativi delle marche più prestigiose e sportive del panorama motoristico internazionale.

La nostra partecipazione ha fatto seguito all'invito pervenuto dalla Renault, che ha dedicato il raduno al modello Alpine A110, in occasione dei cinquant'anni dalla sua presentazione al Salone di Parigi del 1962. Quest'anno, tra l'altro, ricorre anche il cinquantenario di altre auto mitiche: Ferrari 250 GTO, AC Cobra e Lotus Elan.... Che annata il 1962!
Una volta arrivati nella zona riservata a Renault Classic, abbiamo potuto contare circa duecento "berlinette" A110 nei vari allestimenti e modelli, oltre ad una cinquantina tra A310, A106, A108 e turbo R5. Sotto ad un gazebo appositamente allestito, era esposto il prototipo di quella che potrebbe essere la futura Alpine che, denominata A110-50, è stata realizzata per onorare la ricorrenza dei cinquant'anni. La macchina, che ha linee estreme ed aggressive, è a mio avviso più bella dal vivo che in foto; è da augurarsi che in seguito venga prodotta in piccola serie, anzichè restare solo una concept car.
Nelle aree riservate alle altre marche, il colpo d'occhio era veramente spettacolare: vi erano alcune migliaia di esemplari delle auto sportive più famose, gloriose ed affascinanti, dagli anni '20 e '30, fino ai giorni nostri: AC Cobra, Alfa Romeo, Aston Martin, Bizzarrini, Ferrari, Ford, Jaguar, Lotus, Mc Laren, Lamborghini, Iso Rivolta, Maserati, MG, Porsche, Morgan, TVR, ... e l'elenco potrebbe continuare. Una menzione particolare spetta, secondo me, ai club francesi ed inglesi della Lotus che hanno radunato sul circuito qualche centinaia di esemplari di tutta la gamma prodotta, dagli albori ad oggi.

Nel paddock riservato alle auto che hanno partecipato alla competizione vera e propria (tre manche di un'ora per ciascun periodo storico, di cui una disputata di notte!), ho potuto ammirare tutte le GT e le Sport Prototipo che hanno fatto la storia della 24 Ore di Le Mans e delle corse di durata dal 1923 al 1982: Bentley 3 e 4,5 litri, Alfa Romeo 8C 2300, TZ e 33, un nugolo di Bugatti di vario tipo, Aston Martin, Jaguar C e D type, Ferrari 250TR, 250LM, 275 e 365 GTB, 312P, 512S ed M, diverse Cobra roadster e coupè Daytona, numerosissime Ford GT40 4,7 e 7 litri, le Lola T70, le americane Cunningham degli anni '50; poi ancora, le piccole Alpine M63, M64 ed A210, la "grossa" 3 litri A220, la Howmet a turbina del 1968. Le Porsche da corsa c'erano quasi tutte: 550, 718, 904, 906, 910, 907, 908, 917, 936, così come le piccole DB Panhard con motore bicilindrico e carrozzeria aerodinamica, realizzate appositamente per disputare la 24 Ore e competere nella speciale classifica "dell'indice di prestazione". Impossibile citare tutti i modelli presenti, ma credo di aver reso l'idea del tesoro motoristico che si è presentato davanti ai miei occhi. La nostra partecipazione comprendeva la possibilità di effettuare alcuni giri del circuito. Il nostro gruppo - alcune A110, Porsche, Alfa, Ferrari ecc. - è entrato in pista alle 10,55 di Sabato 6 luglio da un accesso posto in corrispondenza della chicane che immette sul rettilineo di partenza. Poco dopo, con nostra grande sorpresa, la macchina apripista è rientrata ai box lasciando il circuito libero davanti a noi!! Non potete immaginare lo stupore, l'emozione e l'eccitazione provata nel poter girare, senza limite di alcun genere, in quello che è da considerarsi tra i circuiti più mitici della storia dell'automobilismo.
Abbiamo percorso cinque giri (di circa 13 Km), per un tempo complessivo di 30 minuti: i primi due mi sono serviti per assaggiare la pista e capire il comportamento degli altri partecipanti (tutti molto corretti); nei giri successivi ho iniziato a ricordare qualche punto del percorso, cercando di migliorare punti di frenata e traiettorie delle curve. Devo dire che la mia macchina ha risposto bene, regalandomi grandi soddisfazioni confermando la sua inclinazione corsaiola.
Il circuito è veramente completo; percorrendolo si può capire il perchè abbia fatto la storia dello sport automobilistico: ci sono curve lente, esse veloci, salita, discesa, rettilinei interminabili e chicane che impongono violente staccate. E' qui che in gran parte si è sviluppato l'utilizzo per le auto di serie di freni a disco, tergicristalli e fari sempre più efficienti, pneumatici che garantissero prestazioni e sicurezza in tutte le condizioni, senza contare la sperimentazione sulla tenuta dei motori, sull'aerodinamica e sui consumi di carburante.

Ma torniamo ai miei giri. Lo scollinamento sotto la ruota Dunlop, dopo il rettilineo dei box, e l'approssimarsi della esse veloce che immette a Tertre Rouge - paragonabile ad un "anfiteatro" - è qualcosa di magico: che traiettoria avrà percorso, in quel tratto, Ludovico Scarfiotti con la 330P4, mentre nel 1967 cercava di controbattere la superiorità delle Ford 7 litri sui lunghi rettifili? Emozionante anche il rettilineo delle Hunaudieres (un tempo 5 km consecutivi, ora interrotti da due chicane). Viene da chiedersi: cosa avranno provato i piloti delle piccole Abarth 700 cc. quando nel 1962, di notte, venivano sorpassati dalla Ferrari 330TR di Phil Hill al doppio della loro velocità? E che dire della staccata di Mulsanne, con la segnaletica orizzontale che impone il divieto di sorpasso per la normale circolazione disegnata per terra! Quanti piloti si sono insabbiati con le loro vetture sulle banchine poste all'esterno di quella curva...
Lo spettacolo, oltre che in pista, è proseguito alla sera del sabato nei paesini circostanti. Incredibile ma vero: ad Arnage, il carosello delle auto degli appassionati - GT40, Cobra, Bentley anni '30, tanto per rendere l'idea - si sviluppava sotto lo sguardo attento ma bonario della Gendarm´rie. I ristoranti locali avevano dedicato i loro menù alla manifestazione.

Il viaggio per raggiungere Le Mans non è stato "una passeggiata", abbiamo percorso senza interruzione circa 1100 km ad 80/90 km di media ma, eccome se ne è valsa la pena! Tutto ciò è stato possibile grazie alla passione, alla disponibilità ed alla competenza di Aldo Rivera, il bravissimo carrozziere ligure specializzato nella vetroresina, che ci ha accompagnato, e che per trasportare le due vetture ha messo a disposizione il suo Iveco Daily (una sul pianale, l'altra a traino sul carrello).

Notazione finale: i partecipanti francesi erano tantissimi, altrettanti gli inglesi (come al solito i più competenti e coreografici), molti i tedeschi, gli svizzeri e gli olandesi. E gli italiani? Forse solo noi, oltre ad altri due o tre incontrati sotto il gazebo della Iso Rivolta...?
Come detto, la manifestazione si svolge ogni due anni: vi invito ad andare alla prossima nel 2014.
Grazie dello spazio che mi avete concesso, e cari saluti a tutti.

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Carlo Guastavigna