Raduno Autobianchi a Parigi

AutobianchiProbabilmente uno dei desideri più ricorrenti dei genitori è che i figli condividano le loro stesse passioni e, ovviamente, noi con le nostre auto d’epoca non facciamo eccezione.

E’ facile portare il bimbo ai raduni sperando nel “contagio” ma, crescendo, come andrà a finire? Nel mio caso sembra che le cose stiano prendendo una buona piega: complice anche la patente conseguita a inizio anno mio figlio Lorenzo sta dandomi delle discrete soddisfazioni. In attesa di poter guidare le Giulietta, ora negate dai limiti dei neopatentati, utilizza sempre più spesso la macchina meno “veterana” della collezione ma quella cui sono più affezionato poiché è in famiglia da quando avevo venti anni : la mia inseparabile A112.

Fatte queste premesse, come gli si poteva impedire la partecipazione ad un raduno di Autobianchi? Semplicemente non si poteva, neppure se il raduno, essendo internazionale, si svolgeva a Parigi ! Così, fugati i miei dubbi di cinquantenne dal suo entusiasmo e preparata la “macchinina”, nel cuore della notte del 6 settembre iniziammo quello che per me era un azzardo e per lui solo un viaggio un po’ più lungo del solito.
Alle 16.30, circa 940 chilometri e 12 ore più tardi Parigi era conquistata: la piccola grande A112 e il suo giovane pilota ce l’avevano fatta !

Sabato 7 settembre primo giorno di raduno insieme ad altre 60 Autobianchi, in gran parte A112 provenienti da diversi Paesi europei. Abbiamo trascorso la mattina all’Autodromo di Monthlery, una pista storica a circa 30 chilometri dal centro di Parigi, in occasione del 1° meeting dedicato a sole vetture italiane d’epoca e sportive. Non è mancata l’occasione di girare in pista con le nostre macchinine e provare l’ebbrezza della curva parabolica. Nel pomeriggio, sulla strada per la capitale, visita al Castello di Breteuil con esposizione delle auto e, finalmente, ingresso trionfale a Parigi dove, con le nostre 60 auto in carovana, abbiamo contribuito a rendere ancora più caotico il traffico parigino. Bois de Boulogne, Arco di Trionfo, Champs Elysees, i Campi di Marte e foto di rito davanti alla Torre Eiffel. Indubbiamente non capita tutti i giorni di andare con la storica in posti del genere e la cosa fa un gradevole effetto.

La domenica, dopo un piacevole tour nella campagna dei sobborghi parigini, altra sorpresa : la visita del Museo Aeronautico Salis, una splendida collezione di aeroplani d’epoca tutti perfettamente conservati, efficienti e….volanti ! Dai primi biplani fino all’incredibile bombardiere Boeing B-17 della 2^ Guerra Mondiale. Assolutamente da vedere!  Subito dopo, pranzo, premiazioni e saluti di arrivederci al prossimo raduno internazionale del 2014.

Il nostro rientro era previsto per la successiva giornata di lunedì 9 così, finito il raduno, ed avendoci ormai preso gusto, la domenica pomeriggio siamo tornati a Parigi con la nostra piccoletta e ci siamo restati giusto il tempo di una bella cena sull’Ile de Saint Louis.
Il lunedì, prima della partenza, deviazione per visitare la Cattedrale di Chartres, autentico capolavoro dell’arte gotica a circa 40 minuti da Parigi e poi via, verso Genova, dove siamo arrivati 12 ore più tardi, stanchi ma carichi di ricordi ed elettrizzati da questa avventura lunga 2.340 chilometri.

Dimenticavo di dirvi che questa volta, dopo tanti anni, il ruolo del navigatore è toccato sempre al sottoscritto….

Gian Paolo Billi

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